Vite esemplari

11 Ago 2018


Santa Chiara, la giovane nobile che imitò Francesco abbracciando la povertà

Il suo nome, dal latino, significa “trasparente, illustre”. È patrona della Televisione. I suoi simboli sono il giglio, per la purezza di spirito, e l’ostia, per il culto verso l'Eucarestia.

In fuga dalla ricchezza

Nata ad Assisi nel 1193 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, Chiara ha appena dodici anni quando Francesco compie il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre Bernardone. Conquistata dal suo esempio, la giovane Chiara, sette anni dopo, la sera della Domenica delle Palme del 1211 o 1212, fugge da casa per raggiungerlo alla Porziuncola. Il Santo le taglia i capelli e le fa indossare il saio francescano, per poi condurla al monastero benedettino di S. Paolo, a Bastia Umbra, dove il padre tenta invano di persuaderla a ritornare a casa. Si rifugia allora nella Chiesa di San Damiano, in cui fonda l'Ordine femminile delle «povere recluse» (chiamate in seguito Clarisse) di cui è nominata badessa. Qui Francesco detta una prima Regola. Chiara successivamente scrive la Regola definitiva chiedendo il “privilegio della povertà”.

Sulla povertà nessuno sconto

Il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia e protettore dei Minori, le dà una nuova regola che attenua la povertà, ma lei non accetta sconti. Così Ugolino, diventato papa Gregorio IX (1227-41), le concede il “privilegio della povertà”, poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253, presentata a Chiara pochi giorni prima della morte. Austerità sempre. Chiara è consapevole che «non abbiamo un corpo di bronzo, né la nostra è la robustezza del granito», come scrive in una delle lettere ad Agnese di Praga, figlia del re di Boemia, severa badessa di un monastero ispirato all’ideale francescano. È un ideale alto, regolativo, la povertà: «moderati con saggia discrezione nell’austerità quasi esagerata e impossibile». Chiara, per giunta, sa rendere alle consorelle malate i servizi anche più umili e sgradevoli, senza perdere il sorriso e senza farlo perdere.

Patrona della Televisione

Il 17 febbraio 1958 Chiara è dichiarata da Pio XII santa patrona della televisione e delle telecomunicazioni. Secondo una tradizione, infatti, il giorno di Natale, nella messa servita da Francesco, non c'era Chiara, poiché costretta a letto a causa della sua infermità. Poiché la sua volontà di partecipare a quella messa era forte, si dice che le apparve una visione della celebrazione e, al momento della comunione, le si presentò dinnanzi un angelo che le diede la possibilità di comunicarsi all'ostia consacrata.

Il miracolo eucaristico

Chiara si distingue per il culto verso l'Eucarestia. Per due volte Assisi viene minacciata dall'esercito dell'imperatore Federico II che contava, tra i suoi soldati, anche Saraceni. Chiara, in quel tempo malata, viene portata alle mura della città con in mano la pisside contenente il Santissimo Sacramento. I suoi biografi raccontano che l'esercito, a quella vista, si dà alla fuga. Questo avvenimento viene ricordato e festeggiato solennemente ogni anno ad Assisi con la "festa del voto" delle Clarisse, il 22 giugno.

 

Chiara morì ad Assisi l’11 agosto 1253. Aveva sessant’anni. Due anni dopo fu canonizzata da papa Alessandro IV. La principale chiesa dedicata a Chiara è la basilica di Santa Chiara ad Assisi, dove le sue spoglie sono conservate. L'unica cattedrale dedicata alla Santa, invece, si trova nella città di Iglesias, in Sardegna.

 

Fonte: Famiglia Cristiana






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