Vite esemplari

29 Lug 2017


Santa Marta, la donna tuttofare

Patrona di casalinghe, domestiche, albergatori, osti, cuochi e cognate.

Marta è la sorella di Maria e di Lazzaro. I tre vivevano nel villaggio di Betania presso Gerusalemme. Nella loro casa ospitale Gesù amava sostare durante la predicazione in Giudea. In occasione di una di queste visite conosciamo Marta. Il Vangelo ce la presenta come una massaia sollecita e indaffarata, attenta a ricevere l’ospite in modo impeccabile, mentre la sorella Maria preferisce starsene quieta in ascolto delle parole del Maestro. Non ci stupisce quindi il rimprovero che Marta muove a Maria: "Signore, non t'importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti". L'amabile risposta di Gesù può suonare come rimprovero alla fattiva massaia: "Marta, Marta, tu t'inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta". Ma non è un rimprovero! È solo un invito a non pre-occuparsi delle cose materiali e a non vivere con angoscia il proprio fare. Se ci affanniamo troppo, rischiamo di perdere contatto con la sola Fonte che alimenta e orienta il servizio, rendendolo virtuoso e fecondo. Il fatto che Marta soltanto, e non Maria né Lazzaro, compaia nel calendario universale è una conferma del valore delle sollecite attenzioni di questa donna, proposta al mondo come modello di operosità.  L'avvilita e incompresa professione di massaia è dunque riscattata da questa santa fattiva di nome Marta, che vuol dire semplicemente «signora». Marta ricompare nel Vangelo nel drammatico episodio della risurrezione di Lazzaro, dove implicitamente domanda il miracolo con una semplice e stupenda professione di fede nella onnipotenza del Salvatore, nella risurrezione dei morti e nella divinità di Cristo, e durante un banchetto al quale partecipa lo stesso Lazzaro, da poco risuscitato, e anche questa volta ci si presenta in veste di donna tuttofare. Sugli anni successivi della santa non abbiamo alcuna notizia storicamente accertabile. I primi a dedicare una celebrazione liturgica a Santa Marta furono i francescani: era il 29 luglio 1262.






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