Vite esemplari

14 Ago 2016


Sant'Agostino

Filosofo, vescovo e teologo romano

Nacque a Tagaste (Algeria), nel 354, da una famiglia di piccoli proprietari terrieri, il padre pagano, la madre Monica cristiana (divenne santa anch'essa).

Da subito vivace ed esuberante, venne mandato a sedici anni, a studiare presso un eccellente retore a Cartagine, iniziò a convivere con una ragazza del posto, dalla quale ebbe un figlio. Iniziò così ad impegnarsi seriamente nello studio, grazie anche alla scoperta di un libro di filosofia di Cicerone, affermando che la fede era soltanto supestizione e appoggiò il manicheismo.

Dopo aver aperto alcune scuole di questa corrente di pensiero, non soddisfatto dalle risposte ottenute decise di andare a Roma e fondare una nuova scuola, ma anche lì restò deluso al punto di abbandonare questa dottrina.

Nel 384 ottenne la cattedra di retorica a Milano, dove grazie alle parole di Sant'Ambrogio, iniziò la sua conversione, decise anche di farsi battezzare dal santo. Gli scritti di San Paolo lo indussero alla castità, lasciò la compagna, rimandandola in Africa e con la madre ed il figlio, quindi si ritirò in meditazione.

Si fermò un periodo a Roma a studiare gli ordini monastici e le tradizioni cristiane, tornò a Tagaste dove donò tutti i suoi beni ai poveri e fondò una comunità, poi partì per Ippona dove divenne Vescovo.

Scrisse due opere tuttora studiate, le Confessioni e la Città di Dio, e numerosi trattati sullla chiesa, divenendo Dottore della Chiesa. Seppe porre solide basi per le tendenze future della teologia cristiana e seppe formare schiere di religiosi preparati ed illuminati.

Intorno al 427, ci furono forti contrasti in Africa, l'imperatrice Galla Placidia con i Visigoti, il generale Bonifacio con i Vandali e il vescovo Massimino con i soldati imperiali, si preparavano a cruenti scontri, Sant'Agostino si impegnò a diffondere la pace cercando di mettere fine a questi scontri fratricidi.

Nel 429 Ippona fu assediata dai Vandali e dopo una malattia grave, il 28 agosto del 430 morì, le sue spoglie, da prima portate in Sardegna e poi nel 725 a Pavia nella chiesa di San Pietro in Ciel d'oro.

Patrono degli studiosi di teologia, stampatori e produttori di birra, si festeggia il 28 agosto.






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