"Siamo nati e non moriremo mai più". La storia di Chiara Corbella Petrillo

Può la storia di una donna morta giovanissima testimoniare che la vita è un dono meraviglioso? Che seguire Cristo anche nella sofferenza ci apre alla luce? Queste pagine raccontano la storia di Chiara, con le sue parole e i ricordi di chi l'ha conosciuta e ne ha condiviso la profonda esperienza di fede.

«Lo scopo della nostra vita è amare ed essere sempre pronti a imparare ad amare gli altri come solo Dio può insegnarti. Se starai amando veramente, te ne accorgerai dal fatto che nulla ti appartiene veramente perché tutto è un dono. Come dice san Francesco: il contrario dell’amore è il possesso! Sappiamo che sei speciale e che hai una missione grande, il Signore ti ha voluto da sempre e ti mostrerà la strada da seguire se gli aprirai il cuore. Fidati, ne vale la pena!».

Era il 30 maggio 2012, il giorno del primo compleanno di Francesco. Con queste parole Chiara Corbella ed Enrico Petrillo regalavano a loro figlio una testimonianza di fede e amore, qualcosa di molto simile a un’eredità spirituale. Un mese dopo Chiara moriva a soli 28 anni. A distanza di sei anni la sua storia, raccolta nel libro Siamo nati e non moriremo mai più (La Porziuncola) ha fatto il giro del mondo con traduzioni in dieci lingue e oltre 100 mila copie vendute.

Il libro, scritto a quattro mani dagli amici Simone Troisi e Cristiana Paccini, racconta la storia di Chiara Corbella Petrillo. Storia di un “sì”, di un “eccomi” detto sempre con gioia, con determinazione e vissuto nel completo affidamento a Dio, in ogni circostanza anche la più dolorosa.

Chiara muore a 28 anni per una grave malattia scoperta quando era al quinto mese di gravidanza: rimanda le cure per dare alla luce il suo bambino. Era la sua terza maternità. Maria Letizia e Davide Giovanni erano sopravvissuti appena mezz’ora dopo la nascita a causa di gravi malformazioni. Chiara si fa da parte con gioia, pensando prima di tutto al bene della creatura che porta in grembo. È la storia di una sposa, di una mamma, che ha voglia di normalità, ma nella misura in cui ella si lascia plasmare dalle mani di Dio questa normalità diventa qualcosa di diverso, di straordinario. La sua foto riportata sulla copertina del libro lo esprime bene. Pur avendo attraversato dolori atroci e disavventure incredibili, il sorriso è la verità di questa donna: nel totale affidamento al Signore scopre che insieme al dolore c’è anche la pace e la gioia. La sua storia ha sorpreso migliaia di persone in tutta Italia e si è diffusa rapidamente attraverso i moderni mezzi di comunicazione. In tanti guardano a lei come un modello, una santa della porta accanto. Al compimento esatto dei cinque anni dalla sua morte, è nata un’associazione formata dagli amici di Chiara, che l’hanno conosciuta direttamente ed ora s’impegnano a conservare e a trasmettere la sua eredità spirituale. Da loro, il 21 settembre scorso è partita la causa di beatificazione ancora aperta.

Il 23 febbraio l’associazione degli amici di Chiara porterà a Sarmede una testimonianza della vita di Chiara. Ci sarà dunque modo di accostarsi direttamente alla storia di questa giovane donna, «una storia che parla veramente al cuore – come dice Simone Troisi –: parla di speranza e di una speranza che non può morire, cioè può continuare a esserci sempre, anche di fronte alle difficoltà, nelle tenebre più oscure… La storia di Chiara insegna che si può essere felici sempre, si può pretendere la felicità in ogni situazione». Questo è lo stile di Dio. Questo è quello che Dio ha compiuto, attraverso Chiara.






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