Coltivare la speranza in Medio Oriente

Incontro con mons. Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini

“La Chiesa Madre tra passato, presente e futuro” è il titolo dell’incontro organizzato da Rotary Club Treviso Piave che si è tenuto lunedì sera (13 settembre 2021) a Castelbrando (Cison di Valmarino, TV) con Sua Beatitudine Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini.

Pizzaballa è una delle voci più ascoltate nella complicata realtà della Terra Santa. Nato in provincia di Bergamo, ha intrapreso un’importante educazione accademica a Gerusalemme e dal 1999 è entrato formalmente a servizio della Custodia di Terra Santa, fino a diventare, nel 2004, custode di Terra Santa e guardiano del Monte Sion. Il 24 ottobre 2020 Papa Francesco lo ha nominato Patriarca di Gerusalemme dei Latini, un ruolo di grande rilievo che lo pone come figura di grande centralità in Terra Santa e nell’intero mondo cattolico.

Nel corso della serata, mons. Pizzaballa ha parlato della situazione in Medio Oriente, soprattutto della realtà «piccola ma comunque significativa» dei cristiani in Terra Santa, e ha segnalato l’urgenza di ridare slancio e vigore a un autentico dialogo interreligioso, che «è in una fase di stanchezza – spiega Pizzaballa – soprattutto a causa della politica, molto fragile e debole, e della continua commistione tra politica e religione tipica del Medio Oriente».

Sicuramente la pandemia ha esasperato problematiche già presenti nell’area. «Quello di cui abbiamo bisogno ora è ricreare il senso della comunità – afferma – Anche noi religiosi dobbiamo dare la nostra parte nel creare contatto: non attendere che la gente venga ma andare noi e creare occasioni di incontro e soprattutto, cosa molto importante, di ascolto». Premessa del dialogo è proprio l’ascolto. E solo se c’è un reale senso di comunità ci può essere dialogo oltre ogni differenza.

Presente all’evento anche mons. Giacinto Boulos Marcuzzo, vescovo ausiliare emerito del Patriarcato Latino di Gerusalemme, che fa cenno all’“opera meravigliosa” che accade nella Striscia di Gaza, dove i cristiani sono pochi, appena 800. «Noi andiamo quasi regolarmente in quei luoghi, dove abbiamo una parrocchia e una comunità cristiana – racconta – Ci sono le Suore Missionarie della Carità di Madre Teresa che fanno un’opera meravigliosa. Questa associazione (Rotary Club Treviso Piave) vuole aiutare proprio questa comunità per un sostegno ai bambini piccoli e poveri con problemi, ma anche alle donne e agli uomini anziani. Abbiamo anche le Suore del Rosario di Gerusalemme che hanno una scuola bellissima dove sono quasi tutti musulmani. L’opera è meravigliosa perché semina nella Striscia di Gaza la cultura dell’accoglienza dell’altro: “io accetto te e tu accetti me”. Questa accoglienza è molto preziosa per noi per stare là. I protestanti e gli anglicani hanno un ospedale e c’è molto altro ancora. Andiamo in quella terra soprattutto per incoraggiare la speranza: è questione di speranza e noi crediamo che la pace sia possibile, anche se non vediamo come. Forse sarà lontano ma verrà un giorno in cui la pace sarà possibile per tutti».






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