Non solo materia

25 Nov 2018


IL NOSTRO GIARDINO NEL SILENZIO

"Lo stato attuale del mondo – e in effetti tutto ciò che è vivente – è ammalato. Se fossi un medico e mi venisse chiesto un consiglio, direi: Create il silenzio! Conducete gli uomini al silenzio!" Sören Kierkegaard

Immaginate di avere una bella casa, con un magnifico giardino, un prato grande, circondato da una bellissima siepe, pieno di aiuole di fiori e alberi da frutto, e magari un laghetto con dei pesci, una fontana, una pergola, un orto. Ecco, ora immaginate di non aver mai tempo da dedicare a questo stupendo giardino, di non mettervi mai piede; eppure basterebbero pochi passi, pochi gradini da scendere dalla veranda di casa. Questo giardino è vostro, è lì per voi, c’è stato un tempo in cui l’avete curato e ve lo siete goduto, e ora è lì abbandonato, non avete più tempo per visitarlo, per godervi la sua pace e i suoi frutti e il profumo dei suoi fiori...

Oggi avrei voglia di parlare del “silenzio interiore” citando Huang Po: “Gli uomini hanno paura di abbandonare le loro menti, perché temono di precipitare nel vuoto senza potersi arrestare. Non sanno che il vuoto non è veramente vuoto, perché è il regno della Via autentica”.

Cos’è dunque il silenzio interiore? E come si raggiunge? Innanzi tutto penso che, essendo esseri UNICI e IRRIPETIBILI, ognuno abbia la sua via “preferita” sulla strada per raggiungere questo obiettivo; a me piace usare la musica, quella classica o quella etnica, che faccia vibrare profondamente le corde dell’anima! Il silenzio interiore è quello stato che si raggiunge quando la propria mente tace, quando finisce di propinarci pensieri su pensieri, immagini su immagini. E come si “contrasta” questa mente che ci propone pensieri ed immagini e non ci lascia meditare? Non si contrasta! Per raggiungere il silenzio interiore abbiamo bisogno di svuotarci, di svuotare la mente, ed è per questo che quando ci fermiamo, ci mettiamo in meditazione, all’inizio c’è questo fluire di pensieri ed immagini... Possiamo lasciarlo scorrere, tenendo focalizzato il nostro obiettivo, allora con costanza e allenamento saremo sempre in grado di ritrovare questo stato, sempre più agevolmente e rapidamente, questo spazio, che ci riserverà sicuramente molte sorprese! Buddha soleva dire che se la nostra voce deve rompere il silenzio, lo deve fare per un valido motivo, altrimenti dovrebbe lasciare spazio solo al preziosissimo silenzio. Perché il silenzio è l’unica via che può metterci in contatto con noi stessi, con il nostro profondo. Il silenzio non è un abisso, bensì una culla nella quale, se impareremo ad abbandonarci ad essa, potremo rilassare ogni muscolo, oggi osso, ogni nervo nel nostro corpo, la nostra mente, la nostra anima, e cominciare a parlare con la nostra intimità più profonda. E quando cominciamo a parlare con questa intimità, cominciamo a crescere, a progredire, a evolverci.

Cominciamo a curarci di quel giardino di cui abbiamo parlato all’inizio, a viverlo, a godere di ciò che può offrirci. Questo silenzio interiore è come una scala che ci fa scendere nelle fondamenta del nostro essere, ci fa scovare quei tesori che finché stiamo “fuori” di noi non potremo mai raggiungere, e posso assicurarvi che, trovando questo spazio dentro di noi, i tesori che ne scaturiranno saranno meglio di ogni altro tesoro che possiamo trovare o anche solo immaginare fuori, su questa terra.






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