Liliana Segre, la forza della vita

Il valore della testimonianza

“C’è una bambina di cui non ricordo il nome che ha disegnato una farfalla gialla che vola sopra ai fili spinati. Che la farfalla voli sempre sui fili spinati”. È questo il messaggio di pace che la senatrice Liliana Segre, lo scorso gennaio, ha voluto lanciare dal Parlamento Europeo: un augurio ai suoi “futuri nipoti ideali”, a tutti noi. Una testimonianza, la sua, che ci mostra la forza della vita, pur in circostanze drammatiche. Circostanze che segnano, che scavano dentro: chi torna dai campi di concentramento, non è più lo stesso. C'è chi rimane avviluppato in una spirale d’odio, chi invece, come la Segre, sceglie di alimentare il Bene.

Liliana Segre parla ai ragazzi nelle scuole, perché conoscere è necessario, per non ripete gli errori/orrori del passato, che non sono poi tanto lontano da noi! C’è errore/orrore in ogni forma di discriminazione, in ogni forma di emarginazione… C’è errore/orrore nell’indifferenza, nel disinteresse verso tutto ciò che crediamo non ci tocchi direttamente… C’è errore/orrore nella mancanza di empatia, nella sovrapposizione di interessi materiali a valori umani… Che il male non abbiamo mai l’ultima parola! A questo servono testimonianze come quelle di Liliana Segre.

Per conoscere nei dettagli la sua storia – oggi, in occasione della Giornata della Memoria – possiamo riascoltare la sua ultima testimonianza pubblica, offerta lo scorso ottobre agli studenti, in collegamento streaming con le scuole di tutta Italia, a Rondine, Cittadella della Pace, in provincia di Arezzo.

 

 






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