Non solo materia

14 Feb 2022


Pale Blue Dot: la Terra vista dallo Spazio

In questa immagine tutta l’umanità è invitata a cambiare “prospettiva”: non siamo più grandi di un pixel rispetto alla vastità dello spazio! Di qui l'invito a rispettare e a proteggere...
Il 14 febbraio 1990 la sonda Voyager della Nasa scattava una foto che sarebbe entrata nella storia col nome di Pale Blue Dot. In quella immagine si vedeva la Terra come un pallido puntino luminoso blu, all'interno di un raggio di sole. Per celebrare il trentesimo anniversario di quella foto, "imitata" successivamente da altre missioni spaziali, la Nasa ne ripubblica ora una versione che, con un linguaggio musicale, potremmo definire "rimasterizzata", cioè ripulita con software e tecniche di elaborazione delle immagini (Fonte: Focus.it)
 
L'idea di scattare la foto originaria è venuta a Carl Sagan, astronomo e divulgatore scientifico statunitense che in quegli anni collaborava con la Nasa. Quattro anni più tardi, nel 1994,  Sagan pubblica il libro “Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space”, in cui propone una riflessione sul significato profondo di quella fotografia, che ci permette di comprenderne meglio l’importanza, non solo dal punto di vista scientifico. È un appello all'umiltà e alla "custodia" da esercitare qui e ora, reciprocamente e personalmente. 
In questo tempo pandemico che stiamo attraversando e con i venti di guerra che tirano, ci pare più che mai necessario richiamare il messaggio.  

«Da questo distante punto di osservazione, la Terra può non sembrare di particolare interesse. Ma per noi, è diverso. Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti coloro che amate, tutti coloro che conoscete, tutti coloro di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e plebeo, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì, su un minuscolo granello di polvere sospeso in un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica.

Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria e nel trionfo, potessero diventare per un momento padroni di una frazione di un puntino. Pensate alle crudeltà senza fine inflitte dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti le incomprensioni, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto fervente il loro odio. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che noi abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è alcuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Colonizzare, non ancora. Che ci piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto» (Carl Sagan – Pale Blue Dot)

 

(In foto la nuova versione della celebre immagine "Pale blue dot" - Nasa)

 








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