Vite esemplari

16 Nov 2018


Margherita, la perla di Scozia

Splendido esempio di madre, moglie e regina

Margherita è stata la regina di Scozia, una vera perla per questo popolo che giustamente la ricorda a distanza di secoli e la venera ancora oggi con devotissimi pellegrinaggi alla sua tomba. Ma per la Chiesa Cattolica è anche una santa, e non è decisamente poco.
E notiamo subito a scanso di equivoci: se pensiamo che la sua canonizzazione sia stata più facile per il semplice pensiero, che non raramente ci perseguita, che purtroppo ai ricchi e potenti tutto sembra più facile… anche le porte del Vaticano!) ci sbagliamo di grosso. Margherita diventò regina per via di matrimonio e santa con la libera decisione della propria volontà… di vivere santamente. Canonizzata quindi non per pressioni politiche, per esigenze di albero genealogico o per suggerimenti e aggiustamenti della diplomazia della Scozia o del Vaticano. Tutto è arrivato dopo un regolare, minuzioso e severo processo canonico. Il suo culto era iniziato appena dopo la morte ma il lungo cammino per portarla sugli altari fu “comandato” dal papa di Roma Innocenzo IV (1243-1254), che dopo aver ordinato di analizzare la sua vita ne suggellò la santità nel 1250.

Dall'Ungheria alla Scozia via Londra

Margherita nacque in Ungheria nel 1045. Suo padre Edoardo, erede legittimo al trono inglese, si era rifugiato in Ungheria per sfuggire alla dominazione danese sull'Inghilterra. Nella nazione magiara aveva sposato la sorella del re Stefano (re e santo canonizzato nel 1083). Margherita ricevette una buona educazione alla corte del re, possedendo, così sembrava, anche un discreto senso estetico: apprezzava infatti non solo l'arte in generale, i bei volumi ma anche i vestiti eleganti. Era una donna, giovane, normale.
Nel 1057 il padre fu chiamato in Inghilterra da Edoardo il Confessore (1042-1066, memoria liturgica il 13 ottobre) perché sperava diventasse suo erede. Ma nonostante fosse più giovane, egli morì poco dopo il suo arrivo, aprendo così la strada ai Normanni guidati da Guglielmo, duca di Normandia. Questi passerà alla storia come Guglielmo il Conquistatore, dopo la decisiva battaglia di Hastings del 1066. Con il nuovo padrone dell'Inghilterra, la famiglia di Margherita era in disgrazie e in serio pericolo di vita. Insieme a tante altre famiglie nobili inglesi, fuggì lontano, verso la Scozia, dove fu accolta con generosità dal re Malcom III (1058-1093). Costui, per vendicare suo padre, aveva sterminato l'intera famiglia di Macbeth, guadagnandosi il non raccomandabilissimo soprannome di "Il sanguinario". Tuttavia accolse con generosità i suoi nuovi ospiti; in particolare fu attratto dalla bellezza e dall’intelligenza di Margherita al punto da chiederle la mano. Margherita non era più una ignara e inesperta fanciulla, all'oscuro delle vicende della vita: aveva 24 anni, con una discreta preparazione culturale ed un forte carattere. Credette in se stessa e nell'aiuto di Dio, e anche nell'influsso e protezione dello zio Edoardo il Confessore (costui era stato molto amato dalla gente, infatti lo venerava come un santo, e fu proprio lui a far costruire a Londra l'abbazia di Westminster). Margherita quindi accettò la grande sfida. Disse “sì” al re Malcom, diventando così sua moglie e regina degli scozzesi.

Margherita: moglie, madre e regina

Il matrimonio funzionò con l'aiuto di Dio, il grande amore condito di quotidiana pazienza di Margherita e, naturalmente anche il buon senso di Malcom, conquistato da una moglie così buona e brava. Ma possiamo intuire che grande parte del merito fu proprio suo, di Margherita. Lui un po' rozzo, rumoroso, anche maleducato, poco incline alle buone maniere, a tratti anche freddo. Lei calma, riflessiva, gentile, paziente, generosa, religiosa e pia. La loro unione durò venticinque anni e fu allietata da otto figli, tutti seguiti amorevolmente ed educati cristianamente.
Margherita cambiò, con gradualità e pazienza, sia l'aspetto del castello in cui abitava, sia il temperamento un po' bollente e intemperante del marito. Si era prefissata anche di convertirlo e di insegnargli a leggere e a scrive. Questa impresa non riuscì, tuttavia Malcom imparò ad apprezzare la devozione della moglie, accorgendosi, secondo quanto afferma il biografo Turgot, «che Cristo dimorava realmente nel suo cuore [...] Ciò che lei rifiutava, lo rifiutava anche lui [...] ciò che amava, lo amava anche lui per amore di lei». Inoltre, sebbene non imparasse mai a leggere e a scrivere, egli riuscì ad apprezzare la rilegatura o le illustrazioni dei libri che Margherita leggeva.

Fiducia in Dio e carità verso i poveri

Margherita con la sua cultura, con i modi di fare gentili con tutti, con la sua religiosità sincera divenne un punto di riferimento, non solo per il marito che si affidava al suo costante supporto e seguiva i suoi consigli. La vita di corte (che i suoi critici dipingevano troppo “anglicizzata') venne trasformata dalla sua azione paziente e continua. Anche i membri della corte, attratti dal suo esempio, si univano a lei per le preghiere quotidiane, e ogni giorno Margherita apriva le porte del castello per accogliere ed assistere poveri e ammalati, offrendo loro l'aiuto che poteva. Fece anche costruire degli appositi ospizi o ostelli per accoglierli e aiutarli. E non di rado prelevava qualcosa dal “portafoglio” del marito per le opere di carità. Questi naturalmente si accorgeva, ma di buon grado e volentieri chiudeva un occhio, sapendo bene chi era l'autrice dei “piccoli furti” e qual era la loro destinazione.
Un influsso notevole Margherita lo esercitò nella riforma religiosa della Scozia e nello sviluppo di più stretti legami con la Chiesa e il vescovo di Roma adoperandosi con intelligenza ad evitare un possibile scisma tra la chiesa celtica ed il papato. Favorì anche la presenza e l'attività dei monaci benedettini, molto presenti sul continente europeo ma non in Scozia. Fu proprio lei ad invitare i monaci benedettini inglesi perché venissero a lavorare anche nel suo regno. Fu sempre lei a favorire un feudalesimo sul modello inglese e ad incoraggiare la formazione di un parlamento scozzese.

"Ti ringrazio per questa afflizione"

Margherita intanto, forse per la troppa attività e per le preoccupazioni, cadde gravemente ammalata (lo fu per sei mesi!) nel 1093 proprio mentre la fragile tregua con gli inglesi (dopo le reciproche invasioni di territorio) stava finendo. E proprio nello stesso anno si venne di nuovo alle armi. Malcom III, il marito e il figlio Edoardo, il primogenito, partirono di nuovo in guerra contro l'invasore inglese re Guglielmo il Rosso, figlio di Guglielmo il Conquistatore. Nella battaglia di Alnwick caddero ambedue. Portata la notizia della doppia grave perdita a Margherita, ella pregò dicendo: «Dio onnipotente ti ringrazio di avermi inviato una così grande afflizione negli ultimi istanti della mia vita. Spero che, con la tua misericordia, servirà a purificarmi dai miei peccati». E dopo aver ricevuto per l'ultima volta l'Eucaristia, rese l'anima a Dio pregando: «Signore Gesù, che con la tua morte hai dato la vita al mondo, liberami da ogni male». E così moriva santamente come era vissuta. Il popolo tutto ma specialmente i poveri da lei assistiti la piansero a lungo, consci che se n'era andata in Paradiso non solo la loro benefattrice, ma la più preziosa perla di Scozia. Fu seppellita a Dunferrnline assieme al marito. Il culto nacque immediatamente, ma non fu confermato fino a quando papa Innocenzo IV chiese di analizzare la sua vita e i miracoli, consentendo la canonizzazione nel 1250. Dunfermline fu saccheggiata nel 1560, ma le reliquie furono messe al sicuro: il corpo di Margherita e quello di Malcolm furono trasferiti in una cappella all'Escorial, vicino a Madrid. Nel 1673, S. Margherita fu nominata patrona della Scozia.

 

Fonte: www.donbosco-torino.it






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