Cultura

01 Mag 2021


NUTRIZIONE SANA E ATTIVITÀ FISICA: LE NOSTRE MIGLIORI MEDICINE

Il connubio tra nutrizione e salute è un pensiero che nasce dall’idea secondo la quale, una corretta alimentazione, unita a una sana e continua attività fisica, possono essere una vera medicina per la nostra salute. Il cibo diviene oggi fondamentale per il nostro benessere, poiché ci sono alcuni alimenti che contengono dei principi nutrienti estremamente importanti per il nostro organismo; infatti quante volte abbiamo sentito una mamma o una nonna invogliarci a mangiare un alimento perché “fa bene”?
Un’alimentazione sana può aiutarci ad allontanare molte malattie specifiche della vita sedentaria moderna, fino ad allungare la vita. La scelta del cibo diviene una prerogativa necessaria per mantenere e migliorare la nostra esistenza e la qualità della vita.
Da questo punto di vista, oltre a una sana alimentazione, risulta fondamentale il movimento. Sia esso eseguito in palestra o all’aperto, costituisce un validissimo aiuto per contrastare la vita sedentaria moderna, che corre solo in modo virtuale sulle reti veloci, mentre in realtà, si è seduti davanti ad uno schermo.
Alimentazione e attività fisica-sportiva sono strettamente connesse fra loro. Da una parte la corretta alimentazione introduce l’energia nel nostro organismo con i nutrienti necessari, mentre l’attività sportiva, permette di raggiungere e mantenere un buono stato di salute e una condizione di benessere psicofisico. Ecco perché nutrizione e attività fisica devono camminare su due binari paralleli e non separati.
Il movimento, le camminate, le corse diventano un toccasana per il corpo e la mente. Dal punto di vista fisico attivano il metabolismo, regolarizzano l’intestino, riducono le patologie cardiache e ossigenano le cellule. Anche dal punto di vista psichico, il movimento riveste notevole importanza poiché migliora l’umore e la memoria, allontanandoci dalle preoccupazioni. Quindi oltre al benessere fisico si parla anche di benessere psicologico.
L’importanza sia del corpo, sia della mente e del suo equilibrio, viene spesso ricordata ai giorni nostri con la locuzione latina mens sana in corpore sano. Con essa si vuole spiegare che se si vuole avere una mente sana, è necessario curare anche il proprio corpo ed è proprio per questo motivo che il mondo dello sport, ne fa spesso uso.
In realtà la frase è di Giovenale. Egli la usa nella sua opera del I sec. d.C.: Satire. In essa, Giovenale critica gli uomini che si impegnano ad ottenere ricchezza e fama, considerate per lui dannose. Secondo la sua filosofia, solo due beni possono essere considerati importanti, e valgono le preghiere agli dei: la sanità dell’anima e la salute del corpo.
Il cibo sano e la regolare attività fisica contribuiscono al mantenimento del peso sano, detto “normopeso” e migliorano la nostra vita sotto ogni aspetto. Ecco perché, condurre una vita attiva e compiere scelte alimentari sane, a parità di calorie necessarie al nostro organismo e fa-bisogno giornaliero, offrono al nostro corpo il giusto valore nutrizionale.
Si parla così di nutrizione funzionale, della quale i greci erano già a conoscenza, e dell'importanza dello studio degli alimenti e degli elementi. In questo caso, il cibo diventa la medicina contro ogni malattia. Perciò, per prendersi cura di sé, è necessario scegliere i cibi, poiché essi sono la nostra migliore medicina.
Per giungere a questo punto bisogna responsabilizzarsi dal punto di vista alimentare. Un panino veloce o un cibo precotto è sicuramente più comodo, poiché si può consumarlo comodamente durante la strada o mentre si sta seduti a scrivere o leggere una mail o un documento importante. Tuttavia, non ricopre né il giusto apporto di calorie, né tantomeno può aiutarci a combattere le malattie cardiovascolari come il colesterolo o i trigliceridi.
Il primo a trattare del connubio tra cibo e medicina è il filosofo greco Ippocrate. Egli si dedicò sia alla filosofia, sia alla ricerca scientifica usando l’approccio eziologico, ovvero approfondendo le cause delle patologie. Questo metodo, sembrò azzardato in una società allora fondata sugli oracoli e sulle superstizioni; tuttavia, Ippocrate riuscì a far conoscere il suo pensiero, pervenuto sino a noi: Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo. Da questa idea, nasce la convinzione che il cibo possa essere usato per curarsi, anche se i benefici maggiori, sono apportati da erbe e spezie. Egli spiegava che, per stare bene fosse necessario l’equilibrio tra gli elementi, che influenzano il carattere e la personalità di ciascuno. Per attivare questo fenomeno risultavano fondamentali due elementi: la dieta e l’alimentazione. 
L’importanza del suo pensiero è pervenuto fino ai nostri giorni. Egli diviene un personaggio talmente importante per la storia e la scienza che coloro che decidono di intraprendere la carriera di medico pronunciano il giuramento di Ippocrate: una formula che racchiude l’etica professionale di grande valore, che deve essere seguita alla lettera.
A questo punto, ci pervade la curiosità di sapere cosa mangiavano i greci durante l’era di Ippocrate, un periodo storico durante il quale la città di Atene raggiunse la sua massima gloria.
Dalle testimonianze arrivate fino a noi, si deduce che la dieta seguita a quel tempo era prevalentemente mediterranea, con prodotti derivati dall’agricoltura come l’olio d’oliva, latte e miele, formaggio e verdure ma non la carne, destinata alle tavole dei più ricchi. I pasti del giorno erano frugali, divisi in quattro fasi tra i quali il più abbondante risultava essere la cena.
Durante i banchetti detti simposi, si presentavano due momenti distinti. Uno dedicato al cibo e l’altro dedicato invece al vino, durante il quale si brindava a Dioniso. Eppure, anche in questa seconda parte, il cibo rimaneva presente, per assorbire l’alcool e far proseguire i festeggiamenti fino a tardi. A fine pasto, era abitudine consumare la frutta secca.
Si nota che i greci svolgevano una vita semplice anche nella nutrizione attraverso il vegetarianismo: uno stile di nutrizione sano e moderato, molto apprezzato da questo popolo che seguiva la concezione del filosofo Empedocle. Il suo pensiero filosofico, riguardava la trasmigrazione delle anime e l’importanza di non far soffrire gli animali.
La classe sociale che non applicava questa filosofia era quella degli atleti delle Olimpiadi. Essi mangiavano grandi quantità di carne, ma dovevano osservare una dieta ferrea e delle regole ben precise per garantire loro maggiore benessere attraverso il cibo.
Oltre alla carne, che con le sue proteine conferiva forza e migliorava le prestazioni sportive, venivano assimilati pane, frutta secca, pesce e verdura.





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