Belle arti

17 Mag 2021


Danae Revisited a Pieve di Soligo

Il mito di Danae, d'ispirazione per moltissimi pittori...

Villa Brandolini di Solighetto - Pieve di Soligo (TV) ospita l’esposizione attorno al mito di Danae che mette in dialogo un dipinto del grande artista rococò Antonio Bellucci (1654-1726) con diciannove pittori contemporanei.

La mostra, a cura di Carlo Sala, è promossa dalla Fondazione Francesco Fabbri Onlus in collaborazione con il Comune di Pieve di Soligo. Nei giorni sabato 22 maggio, domenica 30 maggio e sabato 12 giugno alle ore 16.30 il curatore sarà presente per una visita guidata previa prenotazione all'indirizzo e-mail segreteria@fondazionefrancescofabbri.it.

Il progetto espositivo si snoda a partire da un’opera acquisita di recente da Fondazione Fabbri, la Danae di Antonio Bellucci, pittore veneziano che fu tra i protagonisti dell’arte europea tra Seicento e Settecento e che si spense a Soligo nel 1726. L'autore, dopo una serie di importanti commissioni a Venezia, lavorò presso varie corti del continente: nel 1709 è chiamato a Vienna dove opera per l'imperatore Giuseppe I e per il suo successore Carlo VI e dal 1716 è a Londra dove è ancora visibile il grandioso soffitto a motivi allegorici che realizza a Buckingham Palace.

Il dipinto di Bellucci in mostra narra le vicende dell’eroina della mitologia greca rinchiusa in una torre dal padre Acrisio, re di Argo, a cui l'oracolo di Delfi aveva predetto che sarebbe morto per mano della discendenza di sua figlia. La tela, rifacendosi ad una lunga tradizione iconografica, mostra il momento in cui il dio Zeus feconda la giovane sotto forma di pioggia dorata, rendendola madre di Perseo. La declinazione del mito operata da Bellucci è chiaramente di matrice tizianesca assecondando la moda di allora per la pittura veneta del Cinquecento, con l’aggiunta di alcuni elementi decorativi (come gli eleganti dettagli floreali) sintomatici del gusto del suo tempo.

Danae Revisited mette in relazione il dipinto storico con le opere di diciannove tra i più interessanti pittori di ricerca operanti in Italia, per rinnovare visivamente e concettualmente il mito. Gli artisti in mostra sono Paola Angelini, Thomas Braida, Chiara Calore, Nebojša Despotović, Luca De Angelis, Zehra Doğan, Barbara De Vivi, Christian Fogarolli, Alessandro Fogo, Matteo Fato, Oscar Giaconia, Giuseppe Gonella, Iva Lulashi, Luisa Mè, Giulio Saverio Rossi, Nicola Samorì, Davide Serpetti, Marta Spagnoli e Shafei Xia.

Questi autori si sono interrogati sul senso profondo di rivisitare al giorno d’oggi un mito come quello di Danae, giungendo ad approcci molto diversi. Alcuni pittori hanno voluto mantenere dei richiami all’iconografia classica, mentre altri hanno utilizzato Danae come un pretesto visivo per esprimere una serie di riflessioni e istanze sul tempo presente. La mostra appare così una polifonia di visioni pittoriche contemporanee che spaziano dai richiami alla tradizione attraverso la citazione a una narrazione imperniata sull’immaginario presente, da visioni figurali fortemente espressive alla smaterializzazione astratta della scena, da immagini che si legano strettamente al reale a composizioni allegoriche, da visioni cupe, grottesche e cariche di tensione a dipinti dove troneggia l'ironia fino a opere dove la pittura diviene espansa nello spazio.

La mostra vuole porre un nuovo tassello a una tradizione iconografia che oggi appare quanto mai attuale perché nei secoli è stata portatrice di una pluralità di accezioni della figura femminile, apparendo così una “cartina tornasole” della forma mentis nei confronti del ruolo della donna nella società.

La mostra rimarrà aperta fino al 25 giugno, dal mercoledì al venerdì dalle 16.00 alle 19.30 e in alcuni weekend su appuntamento.

Per informazioni e prenotazioni:





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