L’inverso di Alessandro Furlan

Vedere le cose sottosopra è rivelatore

L’inverso è il nuovo singolo di Alessandro Furlan, musicista trevigiano (orginario di Cappella Maggiore), che, dopo il casting di Amici, si è ritagliato una propria identità nel panorama musicale contemporaneo, fra indie rock ed elettronica. Secondo brano di una serie di cinque che andranno a comporre il suo primo ep.

Dopo l’incipit rappresentato da Scappa, ora il cantautore decide di lasciare da parte l’analisi delle proprie paure e lancia uno sguardo verso ciò che lo circonda: un mondo fatto di oggetti in serie, stampati per incastrarsi l’uno con l’altro ed incastrarci in una vita, un modo di pensare, che non può mai essere diverso.

«L’inverso – spiega il cantante – è una riflessione sul fatto che spesso cattura di più l’attenzione della gente la musica facile e immediata ma scritta con poca arte e originalità». Crearsi un proprio gusto è molto difficile in un mondo in cui continuamente ci viene ripetuto chi è bravo, bello e originale secondo canoni ben precisi. Scavare più a fondo dell’opinione corrente (ed influente) è ancora possibile?

Da quest’idea di un mondo che va al contrario di come dovrebbe andare, ecco arrivare anche l’immaginario di un videoclip (in uscita ad agosto) in cui tutti si muovono al contrario, mentre una minoranza decide di andare dritta per la propria strada.

La polemica musicale è evidente: ritmo e ritornelli ridondanti accompagnano una critica sociale che cerca di fuggire la banalità proprio nel momento in cui le regole saltano e un lungo assolo si prende la scena finale. A volte andare contro-corrente ci regala rivelazioni inaspettate, sorprendenti…

...Ricominciamo da zero /
Ma con la base all’inverso...





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