Storie

25 Gen 2021


Etty Hillesum, la stabilità nel procedere

Middelburg ci accoglie con le caratteristiche tipiche delle città olandesi: case di mattoni rossi e fiori che decorano le strade e le rive dei canali. Tutto è avvolto da una quiete che invita a rallentare: qui protagoniste sono le biciclette dagli alti sedili che sembrano dare slancio alla figura di chi le porta. È nella quiete di questi paesaggi, che alternano il verde dei campi abitati da animali e prodotti agricoli, a rive che sembrano celare le distese sabbiose baciate dal Mare del Nord, che nasce, il 15 gennaio 1914, Etty Hillesum, una “ragazza” ormai centenaria – ebrea al tempo della persecuzione nazista – che ci offre dal suo Diario un pensiero per il nostro oggi.  

“Mio Dio, sono tempi tanto angosciosi”, scrive nel silenzio della notte: e non lo sono per mille motivi anche quelli di oggi? Tempi che ci affannano, che ci rendono incerti, timorosi, incapaci di pensare a un futuro possibile... insieme.

“Stanotte per la prima volta ero sveglia al buio con gli occhi che mi bruciavano, davanti a me passavano immagini su immagini di dolore umano”. Quanto assomiglia alle notti di tante mamme e papà, incerti per il lavoro, preoccupati per l’esistenza dei figli che crescono, che si allontanano, che lasciano il nido? O di tanti giovani che iniziano la strada nella vita adulta con l'incertezza dello scegliere e del fare? O dei bambini e delle bambine che vivono sulla soglia della vita il tradimento, l'abbandono, il rifiuto, la violazione?

In questo turbamento, che abita le sue notti, Etty compie una scelta che l’accompagnerà nei suoi giorni: “Cercherò di non appesantire l'oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani... Ogni giorno ha già la sua parte”.

Non vivere nella nostalgia del ieri e neppure nella preoccupazione del domani la aiuta ad assumere l’istante nella sua pienezza, a non lasciarsi travolgere dagli eventi, a sostare, a cogliere le briciole di energia utile a vivere l’oggi con quel carico che domani non avrà, perché domani lo vedremo diverso, perché lei sarà diversa, sarà altra.

È la pazienza dei piccoli passi, quella che ci insegna Etty.

E quante volte invochiamo il cielo nelle situazioni di fatica, di scoraggiamento? Beh una ragazza di ventisette anni, in quel tempo di oscurità e di dolore, ha un’intuizione su Dio: “Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che Tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi”.

Come dire “ci dobbiamo tirare su le maniche, non aspettare da altri il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo, negli eventi; dobbiamo metterci del nostro, metterci in gioco, scendere in campo”. Solo allora la nostra nota personale si accorderà all'armonia della musica del mondo, che altrimenti sarà disarmonica.

Un po’ quello che fanno ancora, ai giorni nostri, giovani e meno giovani donne che lasciando la loro vita tranquilla, compiono scelte e azioni piene di significato per tutti, un incentivo a non tirarsi indietro, ad assumere l’I Care caro a don Lorenzo Milani, cioè “il mi interessa, il mi riguarda”.

La custodia di sé, degli altri, del mondo, è affidata a ciascuno di noi. Si tratta di salvaguardare quel tratto profondamente umano e per questo profondamente divino che Etty definisce “…Il piccolo pezzo di Te in noi stessi”.

E ogni cambiamento possibile passa su quella traccia, su quella ferita tra il divino e l'umano che è Via di possibilità, d’incontro delle due parti!

Non si tratta di chiedere “a chi tocca agire?”, di chiamare in causa responsabilità dall'alto e dal basso, poiché a tutti è affidata la cura.

Se la persona, se la natura e se l'universo sono il luogo dove abita la Vita, il Divino, la Vita, tocca a noi aiutarli, difendere fino all'ultimo la loro casa in noi, parafrasando la Hillesum.

Negli undici quaderni che affida all'amica Maria Tuinzing da consegnare allo scrittore Klaas Smelik, Etty evidenzia la possibilità di rimanere stabili nell'andare malgrado, o proprio grazie, alle vicende della propria vita.

“La vita di Etty testimonia che cosa significhi essere e restare umani nelle circostanze più estreme. Questa è una forma di resistenza di fronte alla quale qualsiasi oppressore è impotente. Allora, come adesso”, sottolinea Edward van Voolen nella Prefazione al Diario.

Etty studia giurisprudenza, lingue slave e per un tempo insegna russo.

Nel 1941 diviene paziente e assistente, compagna intellettuale e amante dello psicanalista Julius Spier, allievo di Carl Gustav Jung. L’incontro le consente di coltivare la sua sensibilità spirituale, laica e aconfessionale, come testimonia nel Diario che iniziò a scrivere su consiglio di Spier stesso. Nei quaderni, dal 1941 al 1942, Etty annota il suo percorso e le sue vicende umane anche durante la presenza a Westerbork, campo in cui il governo olandese riunisce i rifugiati ebrei, tedeschi o apolidi pensando ad una loro futura riemigrazione.

Impegnata al dipartimento di aiuto sociale alle persone in transito (Westerbork è divenuto nel frattempo passaggio per Auschwitz), Etty rifiuta l’aiuto di amici per nascondersi e sfuggire alla persecuzione nazista: vuole “condividere il destino del suo popolo”. Allontanatasi per una breve malattia, non vede l’ora di ritornarvi per riprendere il lavoro, e per dare un po’ di sostegno alle persone in trasferimento ad altro campo, e vi rimane anche quando ciò le costa la perdita di ogni libertà di circolazione e di comunicazione.

Nel settembre 1943 la famiglia Hillesum sale sul treno diretto ad Auschwitz: una cartolina, lasciata cadere lungo i binari e indirizzata ad un'amica, è l'ultimo scritto di Etty, che morirà il 30 novembre 1943. Aveva ventinove anni.

In Olanda due  centri sono impegnati nello studio e nella diffusione dei diari e delle lettere di Etty Hillesum, una mistica laica, stabile nel suo procedere pur con tutte le sue fragilità e contraddizioni. Un’abbondante letteratura la rende compagna ai nostri giorni.

 

(Articolo scritto a quattro mano con Elisabetta Magoga)






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok