LA "MADRE TERRA" CONSIGLIA: MALVA

Nel nome è già contenuta la virtù: dal latino "mollire" cioè “capace di ammorbidire”...

Il poeta greco Esiodo si prendeva gioco, in uno dei suoi poemetti, di chi non conosceva le sue proprietà, paragonate a veri e propri tesori. Orazio diceva di nutrirsi solo di olive, cicoria e di questa piantina. Carlo Magno ne ordinò la coltivazione in tutti gli orti imperiali. Stiamo parlando della Malva, una pianta che cresce su recinti, viottoli, mucchi di pietre, ma solo nei paraggi di campi coltivati; vi saranno pochi bambini cresciuti in campagna che non abbiano assaporato o almeno giocato con i suoi fiori a forma di tomino! Nei fiori, ma anche nelle foglie e negli steli, questa pianta contiene sostante mucillaginose e tannino che svolgono una potente azione antinfiammatoria. Non si trovano molte altre piante in natura con le stesse proprietà lenitive ed emollienti, capaci di riparare i tessuti e farli guarire velocemente! È opportuno usare la Malva quanto più fresca possibile, tuttavia, anche essiccata, essa mantiene abbastanza bene le sue caratteristiche medicinali.

Come insegna la nota erborista Maria Treben[1], la Malva si dimostra efficace soprattutto sotto forma di tisana per curare infiammazioni delle mucose interne, cioè gastriti, ulcere, stomatiti, ma anche infiammazioni delle vie urinarie. La Malva è inoltre un ottimo rimedio per il catarro polmonare e bronchiale, per la tosse e per la forte raucedine, per la laringite e la tonsillite. È persino un rimedio contro l’ostinato enfisema polmonare. Nel caso di secchezza della bocca, della faringe o del naso, che frequentemente sono causa di nervosismo, si consigliano frequenti gargarismi, anche più volte al giorno. Eccellenti risultati danno i bagni agli occhi e gli impacchi sulle palpebre con tisana di Malva tiepida in caso di occhio secco. Nelle allergie pruriginose e irritanti del viso, i lavaggi con Malva tiepida procurano molto sollievo. La Malva è una delle piante migliori per contrastare acne e punti neri, rimuovendo ogni impurità e detergendo in profondità la pelle. Non solo: l’applicazione topica di estratti di Malva cura psoriasi, couperose e dermatite atopica.  

Esternamente la Malva viene applicata su ferite, ulcere, tumefazioni dei piedi e delle mani dovute a fratture o flebiti. In questi casi si fanno dei pediluvi o dei bagni alle mani, oppure si fanno degli impasti con residui di tisana e foglie fresche di Piantaggine da applicare ancora umidi sulla piaga aperta, che, nel giro di una notte, non si aprirà più.

 

Modalità di preparazione

Tisana | La Malva deve essere messa a bagno freddo durante la notte, macerando un cucchiaino colmo di erbe (fiori, foglie e stelo) in ¼ di litro d’acqua; come dose giornaliera se ne sorseggiano due o tre tazze appena riscaldate.

Pediluvi e bagni alle mani | Macerare durante la notte quattro manciate abbondanti di Malva in un recipiente con cinque litri d’acqua fredda. Il giorno seguente riscaldare il tutto fino a una temperatura sopportabile da mani e piedi. Immergerli per 20 minuti. Il liquido, nuovamente riscaldato, può essere utilizzato due volte.

Cataplasmi | Riscaldare leggermente in acqua i residui della tisana; mescolarli con farina d’orzo fino a ottenere una poltiglia; spalmarla su un panno di lino e appoggiare quest’ultimo a caldo sulla parte interessata.

 

[1] Maria Treben, “La Salute dalla Farmacia del Signore” (Ennsthaler, Steyr - Austria)






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