Salute

20 Apr 2021


LA "MADRE TERRA" CONSIGLIA: RODIOLA

La radice d’oro rinforzante e tonificante

Il cambio di stagione porta inevitabilmente stanchezza e mancanza di energia al nostro organismo, chiamato ad “adattarsi” a nuove temperature e a nuovi ritmi, modulati anche dal cambio delle ore di luce.

Oltre all’Eleuterococco (o Ginseng siberiano), c’è un’altra pianta, o meglio radice, della tradizione erboristica che può venirci in aiuto e donarci forza ed energia: la Rodiola (Rhodiola rosea).

Si tratta di una pianta erbacea perenne che predilige le aree impervie, rocciose e fredde delle catene montuose. È presente in Siberia, Alaska, Nord America, ma si può trovare anche sulle nostre Alpi. Fusti e foglie ricordano una pianta grassa, ma è il rizoma (radice) la parte della pianta più apprezzata ancor oggi per i suoi principi attivi: la Rhodiola rosea è detta anche detta anche radice d’oro. È questa la parte che viene raccolta ed essiccata alla fine della fioritura, nel periodo autunnale, quanto la pianta ha ormai raggiunto l’età di 3-4 anni; in commercio è presente sotto forma di estratti secchi, radice o estratti alcolici.

Crescendo spontaneamente nelle fredde zone del nord Europa e del nord Asia, per secoli, la Rodiola è stata utilizzata sotto forma di te o altri infusi nella medicina popolare della Russia, dei paesi scandinavi e della Germania, perché si riteneva fosse in grado di aumentare la resistenza fisica durante i lunghi inverni, di favorire l’adattamento alle alte quote, di curare malattie da raffreddamento, la stanchezza, la depressione e persino l’impotenza.

Ad oggi sono ormai tutti concordi nell’ammettere che le straordinarie proprietà riconosciute a questa pianta dalla tradizione popolare siano scientificamente giustificate e i suoi benefici sono stati descritti anche dalla medicina moderna a seguito di lunghe sperimentazioni e numerosi studi di laboratorio e sull’uomo che ne hanno confermato la spiccata proprietà adattogena.

ATTIVITÀ E BENEFICI

La Rodiola migliora la concentrazione e la lucidità, potenzia la memoria, aiuta a regolarizzare il ciclo femminile, supporta il tono dell’umore e le funzioni mentali.
Solo ultimamente si è cominciato a studiare il possibile ruolo della Rodiola nella prevenzione del sovrappeso, grazie proprio all’azione sullo stress spesso associato all’obesità, e che può esserne una causa.

CURIOSITÀ
 
L’uso della Rodiola ha una storia leggendaria. In Siberia si diceva: “chi beve regolarmente il suo infuso vivrà per più di un secolo”. La radice veniva regalata alle coppie prima del matrimonio per favorire la nascita di bambini sani.
In Cina veniva usata per moltissimi disturbi e come potente stimolante, infatti rientrava nella formulazione di diverse pozioni d’amore. Le popolazioni del Tibet la integravano nella loro alimentazione per migliorare l’adattamento alle elevate altitudini e per resistere alle basse temperature ambientali. Gli imperatori cinesi, in epoca medievale, avviarono vere e proprie spedizioni al fine di procurarsi la Rhodiola rosea.
Anche in Occidente sono tradizionalmente note le proprietà benefiche di questa pianta. La prima classificazione come pianta medicinale è attribuita al greco Dioscoride, che nella “Materia Medica” le dà il nome di Rodia Riza. I Vichinghi la utilizzavano per aumentare la loro performance e resistenza fisica in guerra. Nel XVIII secolo entrò a far parte della prima Farmacopea svedese: il grande naturalista Linneo le diede il nome scientifico tuttora in uso (Rhodiola rosea). È ai fiori di colore giallo che la Rodiola deve il suo nome, in quanto il loro profumo ricorda quello della rosa.
 
Rubrica La Madre Terra, di Maurizio Trentin.





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