Salute

01 Giu 2021


LA "MADRE TERRA" CONSIGLIA: SALVIA

Cur moriatur homo cui salvia crescit in horto?

La Salvia, conosciuta come papilionacea, volgarmente chiamata Erba sacra, Tè di Grecia, Erba savua, Salvia da osei e Selvia, è originaria dell’Europa meridionale; da noi, è coltivata nei giardini. Raggiunge un’altezza di 30-70 centimetri. I suoi fiori sono verticillati. Le foglie biancastre, felpate, da colore argenteo, emanano un profumo leggermente amarognolo e aromatico. La Salvia da giardino deve essere piantata in un luogo riparato e soleggiato. Dato che teme il gelo, d’inverno è bene coprirla con frasche d’abete.  Un altro tipo, la Salvia dei prati, si trova sulle scarpate e nei prati appunto. I fiori blu-violacei brillano da lontano ed emanano un profumo aromatico. Della Salvia di prato di solito si usano soltanto i fiori per i gargarismi o per la preparazione di aceto alla Salvia impiegato per frizioni toniche e gradevoli durante una lunga degenza. Se ne colgono le foglie prima della fioritura, a maggio-giugno. Poiché la pianta nelle giornate assolate e asciutte sviluppa degli oli eterici, il momento migliore per coglierne le foglie è quello di mezzogiorno quando fa caldo, ed essiccarle all’ombra.

La Salvia officinalis, tuttavia, possiede un potere terapeutico superiore rispetto a quello della Salvia pratensis. Già presso i nostri avi la Salvia era una celebre pianta medicinale. Un verso del 1300 dice: “Perché morire finché nel giardino cresce la Salvia?”. Il nome stesso (dal latino salvare = guarire) riflette il grande rispetto del quale godeva questa pianta presso gli uomini fin dall’antichità. Quanto la Salvia fosse decantata in tempi remoti ce lo attesta anche il testo di un vecchio e bellissimo erbario: «Allorché la Santa Vergine Maria dovette fuggire insieme a Gesù Bambino, chiese aiuto a tutti i fiori di campo; ma nessuno le concesse riparo. Allora si chinò verso la Salvia ed ecco che vi trovò ricovero. Sotto il suo fogliame folto e riparatore ella si nascose col Bambino dagli sgherri di Erode. Questi passarono innanzi e non la scoprirono. Superato il pericolo, la Vergine riapparve da sotto la pianta e disse amorevolmente alla Salvia: “D’ora in poi e per l’eternità sarai una delle piante preferite degli uomini. Ti darò il potere di guarirli da qualsiasi malattia; salvali dalla morte come hai fatto con me”». Da allora quest’erba fiorisce sempre per la salvezza dell’uomo.

La tisana di Salvia, bevuta ripetutamente, rinforza tutto il corpo, previene i colpi apoplettici ed è efficacissima nelle paralisi. Insieme alla Lavanda, è l’unico rimedio contro il sudore notturno e la malattia che ne è la causa, liberando il paziente, attraverso i suoi poteri tonici, dalla debolezza. Molti medici hanno riconosciuto le buone qualità della Salvia: se ne servono con successo contro le convulsioni, le malattie del midollo dorsale, quelle ghiandolari, nonché contro il tremore delle membra. In questi casi se ne sorseggiano due tazze al giorno. La tisana agisce favorevolmente anche sul fegato, libera dalle flatulenze e da tutti i disturbi connessi al fegato indisposto. Funge inoltre da depuratore del sangue, elimina il muco dagli organi respiratori e dallo stomaco, stimola l’appetito e libera da disturbi intestinali e da diarree.

Esternamente l’infuso di Salvia è particolarmente consigliato contro le infiammazioni delle tonsille, le malattie della gola, i focolai purulenti dei denti, le faringiti e le infiammazioni del cavo orale. In molti bambini e adulti non si sarebbe arrivati all’operazione delle tonsille se ci si fosse serviti per tempo della Salvia! Quando mancano le tonsille, le quali, come poliziotti, trattengono e trasformano le sostanze tossiche del corpo, queste sostanze si riversano direttamente sui reni. Un infuso di Salvia giova altresì contro denti sanguinanti e vacillanti, contro l’atrofia e le ulcere delle gengive (o si fanno degli sciacqui o si applicano fiocchi di cotone imbevuti nella tisana). Nel caso di punture d’insetti è consigliato applicare una poltiglia di foglie tritate di Salvia.

Le persone deboli di nervi e le donne con malattie addominali dovrebbero fare ogni tanto dei semicupi a base di salvia.

A parte l’utile impiego come pianta medicinale, la Salvia va sempre ricordata quale squisita spezia in cucina, che migliora soprattutto il sapore delle carni ma anche dei formaggi.

Modalità di preparazione

Tisana: sbollentare in ¼ di litro di acqua 1 cucchiaino da dessert colmo di Salvia; lasciar riposare per breve tempo.

Aceto alla Salvia: riempire una bottiglia di fiori di Salvia di prato, senza comprimerli, e versarci sopra dell’aceto naturale, sino a coprire i fiori; lasciar riposare la bottiglia così confezionata per 15 giorni al sole o in un luogo caldo.

Semicupi: macerare per una notte in acqua fredda quattro manciate di foglie; il giorno appresso riscaldare il tutto fino all’ebollizione e versare il filtrato nell’acqua del bagno.

(Dal libro “La Salute dalla Farmacia del Signore” di Maria Treben,  Ennsthaler, Steyr - Austria)






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