QualBuonSogno

21 Apr 2021


Vivere agli antipodi

(Virgilio di Salisburgo)

"Il mondo finora conosciuto si ferma alla zona equatoriale, cioè al solo Emisfero Boreale, ma visto che la Terra è sferica, ci si pone la domanda: l’Emisfero Australe è abitato? E da chi?" Si interrogava il monaco irlandese Virgilio, mentre con il suo righello cercava di calcolare lo strano allungarsi dell'ombra che il vecchio noce proiettava sul cortile del suo monastero a Salisburgo.

In Irlanda, Virgilio, che poi sarebbe diventato vescovo a Salisburgo, aveva uno strano appellativo: "il geometra". Allora subito noi pensiamo ad una qualche modifica da fare al piano regolatore o al muretto che separa la nostra casa da quella del vicino, ma nel Medioevo questo termine aveva poco a che fare con il cemento armato, il calcestruzzo e l'impiantistica. Si trattava piuttosto di un esperto di misurazioni e soprattutto di misurazioni della Terra. Conoscere la forma della Terra era prima di tutto realizzare un sogno.

Mi piace immaginare questo sapiente monaco irlandese intento nei suoi calcoli complessi, a contare le stelle, a osservare i movimenti della luna e lo strano gioco dell'allungarsi delle ombre... Attraverso i suoi calcoli Virgilio era giunto a comprendere che oltre i deserti dell'Africa, al di là dell'Atlantico, oltre le vaste distese dell'Asia, dovevano certo esserci altri popoli, altra gente che forse il suo cuore missionario desiderava incontrare. Difficile non vedere in questa idea di un mondo esistente oltre il nostro mondo visibile l’influenza del folklore di quell’Irlanda da cui Virgilio proviene, che immagina l’esistenza di un mondo fatato, come parallelo al nostro.

L'intuizione che mi restituisce Virgilio è però soprattutto un invito a riflettere sulla sfericità della Terra. Cosa vuole dire stare tutti ad una medesima distanza dal centro? E poi è così? Cosa vuol dire vagare e muoversi attraverso lo spazio lungo linee e traiettorie tutte con la loro complessissima armonia? Ancora una volta è un poeta colui che mi aiuta a comprendere la provocazione lanciata da questo santo celtico. Si tratta di un poeta vivente Francis Combes, che spesso dal suo osservatorio poetico sito nella banlieue parigina, si interroga proprio come Virgilio di Salisburgo sull'urgenza di avvicinare tutti quei piccoli e quegli umili che ancora sono invisibili al nostro mondo. Conosciuto per le sue “affissioni poetiche” nel métro di Parigi, mi pare di riconoscere in lui come in Virgilio il medesimo desiderio di scoprire e consolare chi "vive agli antipodi". Virgilio aveva certo visto giusto, ma purtroppo c'è ancora molto da fare perché il suo sogno di una Terra tonda possa realizzarsi!

No, la terra non è rotonda

Se la terra fosse rotonda

Questo si vedrebbe

Questo si saprebbe

Se la terra fosse rotonda

Non ci sarebbero, da un lato,

Alcuni proprio in cima,

e gli altri, la maggior parte degli altri, in fondo,

spesso proprio del tutto in fondo…

Se la terra fosse rotonda

nessun paese

potrebbe dirsi

il centro della terra

poiché tutti sarebbero al centro.

E tutti gli uomini

tutto intorno alla terra,

sarebbero nella stessa barca.

Ma non è così

e la terra va di traverso

perché la terra non è rotonda.

In ogni caso,

non ancora.

 

- Francis Combes, No la terra non è tonda -






ABOUT AUTORE

Fra Alberto Maria Osenga

Fr. Alberto Maria Osenga (Ivrea, 1984) è un monaco benedettino del monastero della “SS.Trinità” a Dumenza (VA). Ha tradotto e curato vari libri per la casa editrice Monasterium tra cui una trilogia sul monachesimo missionario nel mondo anglosassone, germanico e scandinavo e alcuni testi sulla spiritualità celtica.









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