QualBuonTempo

14 Apr 2021


APRITE LE FINESTRE: È PRIMAVERA!

Con Yannick siamo davanti alla sede de “Il Mandorlo”, spazio di attività per le varie età che offriamo a Conegliano. Notiamo, con stupore, sul marciapiede, dei pezzi di muschio, che solitamente si trovano attaccati sulle parti ombrose degli alberi o dei muri.

Mentre guardiamo intorno, alla ricerca della provenienza, un altro pezzo precipita dal cielo. Volgendo lo sguardo al cornicione della casa, che ospita l'associazione, notiamo un movimento e altri piccoli pezzi volare per poi precipitare verso il selciato.

Sì, un uccello, forse un merlo, o altro, sta rassettando lo spazio, magari già destinato al nido dove deporre le uova per la cova.

È primavera: è giunto nuovamente il momento dei sogni, degli amori; occorre predisporre un posto sicuro e protetto, soffice e caldo, poiché sarà presto tempo di nuove nascite! Ancora una volta si mette in scena il miracolo che, dalla notte dei tempi, puntualmente si replica nella sua originalità.

Ogni vita è vita, ed è pure diversa!

Per associazione mi viene in mente un pensiero di Etty Hillesum: “Dentro di me c'è una sorgente molto profonda... A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia e per questo devo ripulirla”.

“Aprite le finestre al nuovo sole”,

cantava una voce di tanto tempo fa, e continuava:

“È primavera, è primavera
Lasciate entrare un poco d’aria pura
Con il profumo dei giardini e i prati in fior”.

Sì, è primavera: tempo di pulizie, di aria nuova che spazza gli angoli più nascosti. Ogni anno riviviamo questo evento, e non a caso i cristiani celebrano la Pasqua in questo periodo, che è occasione di rinascita.

Il sole c’è per illuminare gli angoli, il vento pure per sollevare la polvere che si è annidata, l’aria riscaldata dal sole è un invito a riprenderci, a risollevarci, a ripartire.

È un appuntamento con noi stessi che la vita ci offre e con pazienza annualmente ripropone.

Come mai? C’è data la possibilità di rivisitare la nostra vita, le nostre abitudini, il nostro modo di pensare.

Perché? Per essere nuove creature. La nascita è sorgere di vita nuova, con tutte le sue potenti potenzialità, una ridondanza in questa espressione, per dire la carica vitale che porta con sé ogni nuovo essere, ogni nuova esistenza.

Emily Dickinson dichiara:

Una luce esiste in Primavera
Non presente nell’anno
In qualsiasi altro periodo...

Quando marzo è a malapena qui
Un colore sta là fuori
Su campi solitari
Che la scienza non può cogliere
Ma la natura umana avvertire”.

Ed è dell’essere esistenti, direi viventi, che ci parla la primavera con l’invito a risvegliarci dal sonno del riposo invernale, a togliere da noi quanto ci fa foglie morte, boccioli avvizziti, semi svuotati! Nel terreno non è un seme morto che deponiamo, ma pieno di energia vitale, ed è quel seme da ricontattare in noi!

È un invito a prendersene cura, perché la pianticella che germoglierà avrà necessità di calore adeguato (le buone relazioni), di abbondante acqua (i buoni ascolti, le buone letture), di sali minerali (i buoni pensieri). Per buono qui intendo quanto ci dà vita, e non ce la toglie! A volte ci sono voci, parole, pensieri, che ci depredano, che, illudendoci, ci tolgono vita.

Per accogliere il nuovo dobbiamo pure lasciare quanto abbiamo assunto come un abito. È un po' l'esperienza del serpente che lascia la pelle di una vita precedente! È una metamorfosi continua, a volte evidente, altre sfumata.

Del resto non siamo esseri compiuti una volta per tutto, ma in continua evoluzione, in un divenire che si compie nell’oltre. È un essere diversi oggi, integrando ciò che siamo stati. Per questo non finiamo mai di conoscerci, e se pensiamo di trattenerci nell’immagine che abbiamo di noi, è polvere quella che ci resta tra le mani, noi lì non ci siamo già più!

Di che cosa è necessario sbarazzarci? Che cosa buttare? Dove e come spazzare?

Oh, non ci sono regole, criteri, indicazioni, che valgono per tutti. Vale forse fare attenzione a quanto ci blocca, non ci permette di evolvere verso il nostro vero essere. È il già e non ancora: siamo già esistenti qui, ora, ma il compimento, la completezza, abita il domani, sta oltre l’oggi.

Benvenuta, allora, primavera, e buona vita nuova.

E noi festeggiamo!






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