QualBuonTempo

12 Mag 2021


ATTESA NEL MISTERO

Attendiamo nel mistero", suggerisce don Gigi, all’inizio di un appuntamento quotidiano con Romena, luogo intriso di vita, quella della natura e quella di uomini e donne.

Percorriamo la vita da sconosciuti che cercano un incontro con se stessi, con l’anima sorella[1].

Quando? Come? Perché?

Lo sapremo quando avverrà, e allora incontreremo “noi stessi”, quel volto che non si può specchiare nel Gran Trasparent.

Lo possiamo, però, intravedere già ora, come s’intravede il giorno nel rosa dell’alba e la notte nel rosso del tramonto, non tutto rosa, né tutto rosso, non tutta luce, né tutto buio, ma alternanza, in un succedersi equamente ritmato.

Possiamo “specchiarci” nei nostri pensieri, nelle nostre azioni, nelle nostre relazioni, ma senza imbrigliarci, lasciandoci liberi di essere sempre diversi, accettando la sorpresa che continuamente siamo a noi stessi.

In Samarcanda, la nera signora è preoccupata che il Cavaliere manchi all’appuntamento che gli ha dato: “Cosa ci facevi l’altro ieri là? T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda, eri lontanissimo due giorni fa”, gli dice con stupore, “Ho temuto che, per ascoltar la banda, non facessi in tempo ad arrivare qua”.

Ma noi non facciamoci prendere da questa preoccupazione: diamoci un appuntamento, o meglio ancora, non perdiamoci di vista, stiamo insieme a noi stessi, accompagniamoci nel cammino della Vita, mai però dandoci scontati perché perderemmo le sorprese che escono da noi.

Guardandoci” viviamo la stessa emozione che abbiamo provato da bimbi/e, nello sfogliare la carta lucida dell’unico uovo di cioccolato ricevuto a Pasqua. Ricordate il desiderio di vedere la sorpresa contenuta? Beh, accogliamo con lo stesso stupore ciò che emerge di noi, diversi da ieri e pure da ciò che saremo domani!

Imparare a stare nella relazione è imparare a stare nella novità che ogni giorno può avvenire, novità non eccezionali, ma quotidiane. Del resto è novità aprire gli occhi ogni giorno, gustare una semplice colazione, ascoltare voci amiche, a cui magari non fare l’abitudine…!

È Vita piena di piccole novità la nostra, ed è lo sguardo con cui le guardiamo che le valorizza e non ci fa dipendenti dall’eccezionalità.

La Vita è mistero[3], è una donna che si toglie il velo lentamente e mostra la bellezza del suo volto! Ci insegna la pazienza, contraria al tutto e subito. Non è questione di arrivare, ma di stare in cammino, è il percorso, il processo, che conta, non la meta, né il prodotto. Come umanità “non siamo dei perfetti decaduti, ma esseri in cammino verso un compimento”, lo sento ripetere da tempo.

Stare nella piena luce del giorno, nella gioia, o nella densa oscurità della notte, nel dolore; stare con gli occhi all’orizzonte che mostra quel vibrare di rosa e giallo, arancione e rosso, del procedere della nostra Vita, delle sue albe e dei suoi tramonti; stare insieme e da soli, in un’alternanza che dà equilibrio, come occasione di incontrarsi, di riconoscersi ogni volta nuovi, mai scontati seppure noti in certi dettagli!

Come persone siamo in continua evoluzione a partire da un nucleo centrale che rimane stabile: la nostra umanità. È lì che ci riconosciamo simili, in quella parte di noi che ci rende frammento di una storia che ci precede e va oltre, ma che ha bisogno di me, di te, di lui e lei per compiersi.

Vedo la storia non come linea che si dispiega, ma come spirale che da un evento iniziale, la nascita del mondo, la nostra nascita, si disegna in cerchi sempre più ampi che tutto contengono, in cui tutto confluisce, anche ciò che non pare avere senso.

Se c’è una cosa che mi pare di aver compreso è che la Vita è attesa nel mistero… vivendola.

“Io mendicante di luce

ho un cammino che sogna,

e una luna che veglia.

Io ospite insonne,

con il ritmo incerto dei cuori smarriti.

Io cercatore ribelle

con un grido protetto da migliaia di stelle,

cammino

perché è chi non si ferma

che regge il mondo.” [4]

Riconoscerci in evoluzione, stare, abitare il cambiamento, con le brevi soste indispensabili, forse questo è vivere?

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[1] Sorella anima di Davi-Marc d’Hamonville- ed. Terra Santa

[2] Mistero è quanto rimane escluso dalle normali possibilità intuitive o conoscitive dell’intelletto umano o ne preclude un orientamento ragionevole, provocando una reazione di incertezza, talvolta non priva di fascino. Parliamo dei misteri della natura, degli abissi del mare, della persona, della divinità.

[3] Mendicante di Luce - Canto della Fraternità di Romena di Don Luigi Verdi






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