Parola del giorno

10 Feb 2020


Il tocco che salva

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,53-56

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

Parole del Santo Padre

La fede in Gesù Cristo. Come è la mia fede in Gesù Cristo? Credo che Gesù Cristo è Dio, è il Figlio di Dio? E questa fede mi cambia la vita? La fede è un dono. Nessuno "merita" la fede. Nessuno la può comprare. È un dono. La "mia" fede in Gesù Cristo, mi porta all’umiliazione? Non dico all’umiltà: all’umiliazione, al pentimento, alla preghiera che chiede: "Perdonami, Signore. Tu sei Dio. Tu ‘puoi’ perdonare i miei peccati". (Santa Marta, 15 gennaio 2016)

Commento di don Luigi Maria Epicoco

“Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse”. Riconoscere Gesù ha come immediata reazione quella di portare davanti a Lui ciò che di noi ci fa male, ci fa soffrire. C’è come l’intuito di sapere che solo Lui può davvero fare qualcosa per ciò che ci tiene prigionieri in un male. Non a caso la gente continua a fare così anche oggi. Basti pensare a San Pio da Pietrelcina e accorgersi di come il Vangelo di oggi calzi a pennello sulla sua straordinaria esperienza di vita. Che cosa riconosceva la gente in lui? Cristo. E cosa faceva dopo aver riconosciuto Cristo in lui? Gli portavano tutti coloro che soffrivano. Questo è il motivo per cui padre Pio ha passato la stragrande maggioranza della propria vita in quel grande pronto soccorso che è il confessionale. Quando tu vedi che lì Gesù è presente allora senti il desiderio di consegnargli le tue ferite, ciò che ti tiene legato, ciò che ti tiene stretto. I santi sono quasi sempre come il miele: attirano grandi folle. E lo fanno perché in loro sembra di riuscire a riconoscere Cristo. “E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano”. Il Gesù che salva è il Gesù che tocca. Sono i sacramenti la prima vera grande maniera attraverso cui Gesù continua a toccarci. Senza sacramenti siamo condannati a vedere solo passare Gesù. per questo dovremmo tornare a riscoprire la potenza racchiusa in essi. Ma non è solo lì che veniamo toccati. Ad esempio veniamo toccati da Lui tutte le volte che incontriamo la santità. E questo deve spingere ognuno di noi a farsi santo, perché solo così il mondo può trovare un modo per toccare ancora Cristo e trovare guarigione. Sii santo e allora sarai come la frangia del mantello di Gesù, sarai come la sua mano, sarai cioè concretamente ciò che può operare la differenza.






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